Abbiamo imparato a chiudere l’acqua quando ci laviamo i denti e a non lasciar correre quella del rubinetto della cucina se ci allontaniamo dai lavelli per fare altro. Ci sentiamo bravi.

E lo siamo.

Ma non basta.

Non basta per risparmiare acqua.

L’89% del nostro consumo di acqua, infatti, non lo vediamo. Si parla quasi sempre dei consumi nelle case, ma questi valgono solo il 4% del bilancio complessivo.

Qualche esempio?

Per produrre una bistecca di 3 etti servono 4 mila litri di acqua. Una doccia media, anche se è molto variabile da persona a persona, ne impiega 25. Quindi mangiando una bistecca consumiamo la stessa acqua che usiamo per lavarci in 5 mesi.

E i prodotti di origine animale rappresentano quasi la metà dell’impronta idrica totale dei nostri consumi di acqua. Questo non significa necessariamente rinunciare a mangiare carne, uova o formaggi, ma fare scelte attente, puntando per esempio su una dieta mediterranea o su carne proveniente da pascolo invece che su quella d’allevamento.

Ma il nostro Paese deve affrontare anche un’altra grande questione, cioè la situazione della rete idrica nazionale che, facendo un brutto gioco di parole, si può dire faccia acqua da tutte le parti. Ci sono alcuni comuni dove la dispersione d’acqua è pari al 60% del totale.

Potenza è la città peggiore, con una dispersione del 70%, mentre Milano è in testa perdendone solo il 16,7%. Ma la media italiana rimane altissima: perdiamo il 35,4% della nostra acqua potabile perché le infrastrutture sono vecchie. Molte hanno più di 30 anni di vita e alcune addirittura più di 50.

Cosa fare allora per risparmiare acqua e prenderci cura dell’ambiente?

Non potendo intervenire sulla rete idrica, possiamo continuare a mantenere le buone pratiche imparate negli anni e metterne in atto di nuove. Ma soprattutto dobbiamo diventare consumatori più consapevoli.

Scoprire quali sono i prodotti o le azioni quotidiane che incidono maggiormente sul benessere del nostro ambiente è il modo migliore per diventare consumatori responsabili.

Non dimentichiamoci poi che il nostro Pianeta e i nostri mari sono invasi dalla plastica.

Bisogna iniziare a pensare a ridurne il consumo.

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