Un’azienda sana ha lavoratori sani. Facile a dirsi, ma non sempre è così. Molti dipendenti soffrono infatti lo stress da lavoro correlato. Lo stress non è una malattia, eppure può causare sintomi molto gravi.
È un fenomeno così diffuso che in Europa dal 2011 tutte le aziende hanno l’obbligo di valutare il rischio di stress da lavoro tra i propri dipendenti per identificare eventuali criticità.


Ma da cosa nasce lo stress da lavoro correlato e come si manifesta?


Lo stress da lavoro è una risposta emotiva o fisica del lavoratore di fronte a richieste che non corrispondono alle proprie capacità e alle proprie risorse. I dipendenti percepiscono dunque uno squilibrio troppo grande tra ciò che sanno fare e ciò che viene loro richiesto. Questo avviene per esempio quando:
 

  • mancano obiettivi professionali;

  • si fa fatica a comunicare;

  • si ha un carico di lavoro eccessivo;

  • vengono ricevute richieste inadeguate;

  • i rapporti con i colleghi sono complicati ;

  • non c’è sostegno;

  • avvengono continui cambiamenti.

 

Tutto ciò può causare un indebolimento della salute a livello fisico, psicologico e sociale. In particolare questi sono i sintomi più comuni:
 

  • mal di schiena, ipertensione, problemi cardiaci, ulcere, affaticamento;

  • disturbo del sonno, ansia, depressione;

  • isolamento, abuso di alcol e droga.

 

Se una situazione di pressione lavorativa per un breve periodo può avere effetti positivi sul rendimento di un lavoratore che viene spronato a raggiungere gli obiettivi, una situazione stressante prolungata è invece altamente pericolosa per la sua salute. Va detto che lo stress da lavoro correlato non è intenzionale da parte dell’imprenditore e dei manager dell’azienda (questo fenomeno è invece chiamato mobbing).
 

In Europa 1 lavoratore su 5 soffre di disturbi causati da stress da lavoro correlato. L’Italia non si discosta molto dalla media (poco più del 21%): infatti circa 6 milioni dei lavoratori italiani ne è colpito, su un totale di 28 milioni. La percentuale risulta particolarmente alta in Lombardia e specialmente nella città di Milano e colpisce più le donne, che spesso subiscono trattamenti e stipendi diversi rispetto ai colleghi maschi.
 

Ma oltre ad avere effetti negativi sulle persone, lo stress da lavoro incide anche sull’andamento dell’azienda. È stato anche calcolato che lo stress da lavoro costa all’Europa l’1% del Pil ed è facile capire perché. Depressione, mancanza di sonno, ipertensione, abuso di sostanze non possono che incidere sull’andamento lavorativo di una persona.

La valutazione dello stress è quindi uno strumento fondamentale (e obbligatorio) che permette di individuare subito una situazione critica e gestirla. I benefici riguardano tutti, sia i lavoratori sia i datori. I primi godranno di maggiore benessere e saranno più soddisfatti, i secondi potranno contare su una forza lavoro più sana, motivata e produttiva.

Iscriviti alla Newsletter: