Quanto tempo perdiamo al bar. Domanda facile: troppo per i datori di lavoro. Allontanarsi dalle proprie postazioni di lavoro a metà mattina o pomeriggio, ma anche incontrarsi al bar prima di entrare in ufficio per bere un caffè, fa perdere un sacco di tempo sul lavoro.

Alcune aziende hanno infatti richiesto ai propri dipendenti di timbrare il cartellino durante le pause, questo perché anche se l’interruzione del lavoro è un diritto stabilito dalla legge e dai contratti di categoria, è vero che le pause troppo spesso diventano lunghe e il bar diventa troppo spesso l’ufficio degli italiani.

Chi lavora al computer, per esempio, avrebbe diritto a 15 minuti di pausa ogni due ore, ma una pausa caffè al bar può protrarsi oltre, considerando il tempo che serve per uscire dall’ufficio, raggiungere il locale più vicino, aspettare il caffè, fare due chiacchiere con il collega o con il barista dietro al bancone e rientrare.

Secondo alcuni dati del Gidp (Gruppo intersettoriale direttori del personale), le pause caffè durano dai 5 ai 10 minuti nel 52% dei casi e da 10 a 15 nel 31%. Moltiplicando i minuti per due o tre e aggiungendo le interruzioni che derivano da altre attività extra-lavoro come la pausa sigaretta, le telefonate personali, l’uso di Internet e molto altro, si arriva a una quantità di tempo considerevole.

Eppure non siamo i più grandi consumatori di caffè al mondo - anche se ci piace pensarlo. L’Italia è al dodicesimo posto della classifica mondiale con 5,9 kg pro-capite, contro i 12 della Finlandia. Consumiamo meno caffè anche di Svizzera, Canada e Danimarca, paesi che normalmente non associamo a questa bevanda.

Ma allora perché la pausa caffè è così importante per noi italiani? Perché è un rito. Gli stranieri sono affascinati dal nostro modo di consumare caffè al bar. Si entra, si va al bancone, si chiede: “Un espresso” o “un cappuccino”, intanto si allunga la mano nella vetrinetta dei croissant. Arriva il caffè, si aggiungono a seconda dei gusti latte o zucchero, si gira il cucchiaino, si soffia, si beve, “grazie, arrivederci” e via. È un mistero capire per qualcuno che non sia nato in Italia quale sia il piacere del caffè al bar la mattina o anche della pausa caffè.

E in effetti forse non è un piacere, ma è solo un modo di comportarsi, un’abitudine, che a lungo andare può anche portare via tempo al lavoro. Fermarsi quando si è stanchi o affaticati è giusto, ma non è detto che sia il caffè il modo migliore per ritrovare le energie. Il caffè è un eccitante e in momenti di stress da lavoro, per trovare la calma, non è certo consigliabile ingerire caffeina. Inoltre il caffè è un potente diuretico quindi accelera la disidratazione e quando manca acqua al nostro corpo, lo sappiamo, ci sentiamo più stanchi e affaticati. Se poi si aggiunge che questa pausa viene spesso fatta in fretta e furia, si capisce bene che tutto è fuorché un momento distensivo.

Insomma, forse è il tempo di ricredersi sulla pausa caffè. Pausa sì, ma che sia per bere un bicchiere di acqua o una tisana rilassante.

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