Il welfare aziendale è ormai da qualche anno uno degli assi portanti di moltissime attività, anche di piccole e medie dimensioni. Elargire ai propri dipendenti dei benefit complementari allo stipendio sta diventando una pratica sempre più diffusa insieme alle aziende che mostrano un’attenzione crescente al rapporto tra il benessere dei lavoratori e le loro performance produttive.

I datori di lavoro hanno ormai chiaro come la qualità della vita e la soddisfazione generale dei dipendenti incidano marcatamente sugli atteggiamenti in ambito lavorativo. Essere consapevoli di questo legame, tuttavia, non è sufficiente a dar vita ad un progetto strutturato ed efficace. Proviamo allora a comprendere meglio perché e soprattutto come attivare un piano di welfare aziendale che possa garantire risultati positivi all’intera attività.

 

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Perché attivare un piano di welfare aziendale?

Buone politiche di welfare impattano positivamente sull’andamento degli affari. È un’equazione piuttosto semplice: dipendenti soddisfatti e un ambiente di lavoro sereno portano a un aumento della produzione e a un calo dell’assenteismo, qualunque sia il tipo di attività.

Concedere dei benefit ai lavoratori è dunque uno strumento chiave per un’impresa: che si tratti di salute e benessere, svago, trasporti, previdenza complementare o sostegno alle famiglie, ciò che accresce la serenità del dipendente aumenterà anche la qualità del suo lavoro.

A queste motivazioni vanno aggiunte quelle di carattere fiscale. A partire dal 2016, infatti, il legislatore ha introdotto una serie di provvedimenti volti ad incentivare le pratiche di welfare nel settore privato. Tra di essi spicca la detassazione completa dei premi produzione convertiti in servizi welfare, che avvantaggia tanto l’azienda quanto il dipendente: oggi 1000 euro investiti in benefit corrispondono a 1000 euro di spesa aziendale e a 1000 euro spendibili dal lavoratore, con un totale azzeramento del cuneo fiscale.

Puntare sul welfare aziendale è dunque strategicamente ed economicamente vantaggioso, ma affinché questa pratica risulti davvero efficace è fondamentale che sia pianificata con anticipo, strutturata a dovere, attivata e gestita attraverso i canali più idonei.

Come attivare un piano di welfare aziendale?

Innanzitutto è utile sottolineare l’opportunità di rivolgersi a professionisti del settore, che si occupino della creazione e della gestione del progetto in tutte le sue fasi. Un buon piano di welfare aziendale, in ogni caso, non può essere frutto dell’improvvisazione ed è dunque importante seguire alcuni step.

  • Individuare i bisogni dei lavoratori: il progetto deve necessariamente prendere il via da una fase preliminare che coinvolga direttamente i dipendenti, in cui vengono effettuate alcune indagini per approfondire le loro esigenze (ad esempio attraverso colloqui o questionari individuali). Sarà così più semplice farsi un’idea di ciò di cui hanno bisogno, suddividendo tali necessità in base al ruolo ricoperto, alla fascia d’età, al grado di anzianità lavorativa e così via.
  • Studiare le risposte più adeguate e la loro fattibilità: una volta compresi i bisogni, è necessario selezionare le soluzioni migliori per soddisfarli, tenendo sempre conto del rapporto tra costi e benefici di ogni servizio che si ha intenzione di erogare. Tutti i benefit devono essere concretamente attivabili restando all’interno del budget fissato e senza andare in contrasto con le esigenze di bilancio.
  • Creare la rete dei servizi: a questo punto, avvalendosi degli strumenti di un provider esterno, è possibile far partire la macchina del welfare, che attraverso una piattaforma online permetterà ai dipendenti di accedere a tutti i servizi offerti dall’azienda. Sono moltissimi, ormai, i provider che operano in questo settore, garantendo anche consulenza e monitoraggio dei risultati.
  • Comunicare: parallelamente sarà fondamentale comunicare motivazioni, obiettivi e risultati del progetto. Bisognerà dialogare con i dipendenti, che dovranno avere ben chiaro il funzionamento di questo strumento, ma sarà essenziale anche la comunicazione esterna, per consolidare l’immagine dell’azienda. Tenere aperto un canale di contatto con i lavoratori aiuterà inoltre a migliorare il piano di welfare aziendale in corso d’opera.
  • Valutare: essenziale è anche verificare costantemente di essere sulla strada giusta. Individuando alcuni indicatori specifici sarà possibile dare un giudizio sull’efficacia del piano e sui risultati che sta portando all’azienda. Per fare ciò, naturalmente, è importante essersi posti alcuni obiettivi chiave, che costituiranno il punto di riferimento costante di tutto il progetto.

A questo punto hai tutti gli strumenti per poter dare il via ad un progetto destinato a portare una ventata d’aria nuova alla tua azienda e un ritrovato entusiasmo ai tuoi dipendenti. Se vuoi essere certo di partire con il piede giusto, scarica gratuitamente la nostra checklist per condurre un audit interno sul welfare aziendale.

 

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