Sentir parlare di welfare aziendale è oggi sempre più comune anche nel mondo delle piccole o medie imprese le quali scelgono di affidarsi a questa pratica per accrescere il valore della propria attività. Ma cosa intendiamo di preciso quando parliamo di welfare aziendale e come funziona nel dettaglio?

Mancando una definizione specifica all’interno del quadro normativo italiano, si può indicare il welfare aziendale come l’insieme dei benefit (consistenti nell’accesso a beni o servizi) che l’azienda eroga al fine di garantire il benessere dei propri dipendenti e delle loro famiglie.

Negli ultimi anni abbiamo assistito a una notevole impennata delle pratiche di welfare nel settore privato stimolata soprattutto da due fattori: da un lato gli interventi legislativi che le hanno rese particolarmente vantaggiose dal punto di vista fiscale tanto per i dipendenti quanto per i datori di lavoro, dall’altro la nascita di numerose piattaforme che erogano online servizi di welfare pensati appositamente per le aziende.

 

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Incentivi

Il welfare aziendale è stato a lungo normato esclusivamente dagli articoli 51 e 100 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi, che garantivano agevolazioni su una gamma piuttosto limitata di servizi come buoni pasto, previdenza complementare e sanità integrativa. Altre tipologie di benefit - per esempio mensa, trasporti, asili nido, libri di testo… - non godevano invece di benefici fiscali ed erano pertanto forniti ai dipendenti solo da aziende medio-grandi o multinazionali che potevano permettersi di sostenerne il carico.

A partire dal 2016 il panorama è però mutato considerevolmente, grazie a una serie di interventi da parte del Governo che hanno messo a disposizione nuovi strumenti per assicurare vantaggi fiscali alle aziende che offrono benefit ai propri lavoratori.

Tra i provvedimenti principali c’è stato il ripristino della tassazione agevolata al 10% per i premi produzione, con la possibilità di ridurla a 0 nel caso in cui il dipendente scelga di convertire quel premio in servizi welfare, che siano essi di tipo ricreativo, educativo, sanitario/salutistico ecc.

I limiti di importo e di reddito per accedere a questa agevolazione sono poi stati innalzati, ampliando la platea degli aventi diritto. Nella legge di Bilancio 2018 è stata inoltre inserita la possibilità per i datori di lavoro di finanziare o rimborsare le spese per il trasporto pubblico di dipendenti e familiari a carico.

Vantaggi per aziende e lavoratori

Dal punto di vista economico è evidente il vantaggio sia per le imprese sia per i lavoratori: le prime possono dedurre totalmente i costi dei servizi di welfare offerti, diminuendo così le spese per i contributi Ires, i secondi possono godere di una detassazione totale su ciò che ricevono, senza le trattenute che avrebbero se il benefit fosse inserito in busta paga.

In poche parole, 1000 euro investiti in welfare aziendale corrispondono a 1000 euro di spese per l’azienda e a 1000 euro spendibili dal lavoratore.

Naturalmente quello economico non è il solo aspetto vantaggioso del welfare aziendale: garantire dei benefit ai propri dipendenti significa anche migliorare il clima aziendale e assicurare un maggiore equilibrio tra lavoro e vita privata. A trarne vantaggio sono anche l’immagine e l’appeal dell’azienda stessa, con evidenti risvolti positivi sull’intera attività produttiva.

Piattaforme per la gestione dei servizi welfare

Ogni azienda, naturalmente, intraprende percorsi di welfare diversi, strutturati in base alle proprie esigenze e a quelle dei lavoratori. Proprio per venire incontro alla molteplicità di soluzioni che un’azienda può offrire, negli ultimi anni sono nate numerose piattaforme per la gestione dei servizi welfare, in grado di rendere più agevole la distribuzione dei benefit e il loro sfruttamento da parte dei dipendenti.

Canali come Edenred, Sodexo, MyWelfare, UpLife, ZWelfare, e così via permettono una totale personalizzazione del servizio e rappresentano lo strumento più semplice e immediato per utilizzare i crediti welfare erogati dall’azienda ai lavoratori.

Queste piattaforme costituiscono un collegamento diretto con i benefit disponibili, ad esempio previdenza complementare, ma anche buoni carburante, rimborsi per le spese di trasporto, per l’iscrizione all’asilo, per le tasse universitarie, viaggi, cultura, salute...tutti servizi ai quali il dipendente può accedere in maniera autonoma attraverso la piattaforma.

Le aziende, in questo modo, possono garantire il benessere e la qualità della vita dei propri collaboratori senza particolari oneri gestionali, affidandosi a un provider che assicura piani su misura, assistenza continua, controllo delle spese e monitoraggio del livello di soddisfazione dei dipendenti.

 

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