Quando si parla di acqua, molto spesso, si cita il residuo fisso. Ma quanti di noi sanno di cosa si tratta? Nei Paesi anglosassoni sono più fortunati, perché il residuo fisso si chiama TDS che sta per Total Dissolved Solids ed è più facile capire di cosa si parla.

Così è: il residuo fisso misura la composizione minerale di un’acqua, contribuendo a crearne il carattere e anche il gusto. È come succede con il vino con il cosiddetto terroir. Il residuo fisso è il DNA dell’acqua.

Per misurare il residuo fisso dell’acqua si fa evaporare un litro di acqua portandola a ebollizione a 180°C. La quantità in mg di sali rimasti viene espressa in milligrammi.

I valori del residuo fisso possono andare da 10 mg/l fino a 3.000, ma valori troppo alti o troppo bassi non fanno bene al nostro organismo perdendo la loro efficacia e i loro benefici.

I minerali principali che si trovano nell’acqua sono il sodio, il magnesio e il calcio.

Il sodio è importante per il corretto funzionamento dei nervi e dei muscoli ed è anche essenziale per lo scambio d'acqua tra le cellule. Il magnesio è anche chiamato minerale anti-stress perché mantiene equilibrio tra il sistema muscolare e quello nervoso e aiuta la trasformazione dello zucchero nel sangue in energia. Infine, il calcio è il minerale più presente nel nostro corpo che lo usa per mantenere forti ossa, denti e cuore. Aiuta l’attività muscolare e la trasmissione dei segnali nervosi.

Il residuo fisso dell’acqua incide non solo sulle proprietà dell’acqua, ma anche sul sapore. Quindi leggere l’etichetta di una bottiglia serve per stabilire quale sia la migliore per la propria dieta o, diventando intenditori, quale sia l’ideale da abbinare a uno a un altro piatto… proprio come con il vino. non basta insomma scegliere tra acqua minerale o acqua di rubinetto, ogni acqua è diversa.

Possiamo distinguere 4 tipologie di acqua:

  • minimamente mineralizzata: meno di 50 mg/l;

  • oligominerale: meno di 500 mg/l;

  • medio minerale: tra 500 e 1000 mg/l;

  • ricca di sali minerali: più di 1500 mg/l.

Chi pratica molta attività fisica dovrebbe bere un’acqua ricca di sali minerali per reintegrarli, mentre chi vuole combattere la ritenzione idrica deve preferirne una a basso residuo fisso (oligominerale), per i neonati invece è consigliabile un’acqua minimamente mineralizzata.

Il residuo fisso è insomma l’anima dell’acqua, quella che ne forma il carattere, che ne delinea il profilo e una volta imparato a interpretarlo non si potrà più fare a meno di leggere tutte le etichette.

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