In Natura nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma. Il modello naturale è, dunque, il più sostenibile che esista e da cui dobbiamo prendere esempio. 

Oggi non se ne può più fare a meno: l’economia circolare, l’alternativa innovativa all’economia lineare, prende a modello proprio la Natura ed è pensata per potersi rigenerare da sola.


Ma come? L’economia circolare è un insieme di pratiche che permette ai prodotti che usiamo di essere rigenerati, mentre l’economia lineare ha finora previsto l’obsolescenza programmata dei beni.

Consapevoli che le risorse nel nostro mondo sono finite e coscienti che i rifiuti che produciamo hanno un impatto sulla salute del nostro Pianeta, oggi l’urgenza è quella di creare un modello basato su: valorizzazione degli scarti, sostenibilità ambientale, estensione del ciclo di vita dei beni, condivisione (o sharing economy) e utilizzo di fonti di energia rinnovabili.

Il sistema lineare, usato per secoli, non teneva conto delle materie prime e dei rifiuti prodotti ed è oggi diventato inefficiente e costoso per tutti. Il modello circolare è più che mai attuale e può essere riassunto con tre parole: riduzione, riutilizzo e riciclo (e per questo, viene chiamato modello delle 3 R).

L’economia circolare è molto conveniente per tutti: da un lato il consumatore può contare su prodotti migliori e più durevoli, dall’altro l’azienda ha vantaggi economici. Tutti poi ne beneficeranno a lungo termine perché, grazie a questo modello, è possibile salvaguardare l’ambiente e il benessere del pianeta.

 

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I vantaggi per il consumatore

Nell’economia lineare, il prodotto è la fonte della creazione del suo valore e ancor di più lo è il concetto di proprietà; nell’economia circolare, invece, i prodotti sono parte di un business integrato che punta sulla necessità di un bene e sulla sua funzionalità. Questi beni devono durare il più a lungo possibile, essere riparabili e riciclabili al 100%.

I vantaggi per le aziende

Secondo la Commissione Europea, la prevenzione dei rifiuti, la progettazione ecocompatibile e il riutilizzo possono generare risparmi netti per le imprese europee pari a 600 miliardi di € all’anno, ossia l’8% del fatturato. E questa cifra è destinata a salire: entro il 2030 il beneficio economico potrebbe diventare di 1.800 miliardi. L’economia circolare creerà nuovi posti di lavoro e la manodopera richiesta sarà più specializzata.

L’Italia

In Italia sono molte le aziende che hanno intrapreso la strada dell’economia circolare con successo. Ed è facile capire perché: il nuovo sistema darà una spinta al PIL fino al 7% e aumenterà del 3% la produttività annua di tutti coloro che sceglieranno di metterlo in pratica.

Attualmente, secondo i dati pubblicati nel rapporto di Ambiente Italia dal titolo “L’Economia Circolare in Italia – la filiera del riciclo asse portante di un’economia senza rifiuti”, il green è un settore che dà lavoro a più di 575 mila persone e che vale 88 miliardi di fatturato, 22 miliardi di valore aggiunto, ossia l’1,5% del valore aggiunto nazionale.

Alcuni esempi di applicazione di questo modello? Barilla ha lanciato il programma CartaCrusca con cui produce carta a partire dalla crusca derivante dalla macinazione dei cereali. La Mapei con Re-con Zero utilizza il calcestruzzo reso (fresco, ma non usato) per creare un aggregato utile per la creazione di altro calcestruzzo.

Il Manifesto per l’Economia Circolare

Il 29 novembre 2017, in Confindustria a Roma, sono stati firmati un’Alleanza, un Manifesto per l’economia circolare e un Documento Governativo Italiano di Posizionamento Strategico da parte di alcune aziende simbolo del Made in Italy con il patrocinio del ministero dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico.

Questo modello economico diventa un trampolino per rilanciare la competitività dell’Italia in Europa e nel mondo attraverso l’introduzione di un circolo virtuoso di produzione e riutilizzo di tutti i prodotti. Le premesse perché il nostro Paese diventi un esempio virtuoso di economia circolare ci sono tutte. E i consumatori - di oggi e di domani - ringrazieranno.

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