Siamo il Paese in Europa che consuma più acqua in bottiglia. Ogni giorno ne usiamo - e ne buttiamo - circa 44 milioni. La cifra è impressionante, soprattutto se pensiamo che la plastica è un materiale molto difficile da smaltire. Quindi se non facciamo la differenziata e non la ricicliamo, inquiniamo il nostro Pianeta in maniera irreversibile.

Se da un lato l’attenzione ai temi legati all’ambiente sta cominciando a prendere piede tra le nostre mura domestiche, dall’altro assistiamo ad un grande spreco di plastica sul luogo di lavoro. Spesso il nostro ufficio diventa una zona franca e ci comportiamo con più incoscienza, come se tra quelle quattro mura le nostre azioni non avessero conseguenze. Ma non è così: prendersi cura dell’ambiente è un lavoro di squadra.

 

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Qui la domanda giunge spontanea: come ridurre il consumo di plastica sul lavoro? Ma soprattutto, è possibile? La risposta è sì! Ecco qualche consiglio da cui partire.

1 - Non comprare le bottigliette d’acqua

Due bottigliette d’acqua al giorno per ogni lavoratore rappresentano un consumo decisamente troppo alto di plastica. Eppure, esistono davvero tante alternative per evitare l’uso della bottiglia. Un esempio? Borracce e thermos.

Non sono oggetti adatti solo per le gite in montagna, all’estero il loro utilizzo è normale. Il bello delle borracce è che le puoi riutilizzare infinite volte: basta riempirle con l’acqua di un erogatore o a casa e il gioco è fatto. È possibile anche utilizzare le tazze soprattutto in quegli uffici dotati di erogatore a boccione: in questo modo si eviterà persino di utilizzare la plastica dei bicchieri.

2 - Non usare stoviglie di plastica

Le stoviglie usa e getta, ammettiamolo, sono comodi soprattutto quando non abbiamo proprio voglia di lavare i piatti e se si è in tanti. In ufficio, però, è sufficiente portare un set per sé con lo stretto necessario: un cucchiaio, un coltello, una forchetta e un piatto. Si possono tenere in un armadietto o nel cassetto in modo da non doverli portare avanti e indietro da casa.

3 - Riduci il consumo di cibi confezionati

All’estero è una pratica comune, in Italia lo era qualche decennio fa anche se ora sta prendendo nuovamente piede: di cosa stiamo parlando? Dello sfuso. Esistono degli alimentari e dei supermercati che consentono di acquistare diversi prodotti sfusi: dalla frutta, alla carne, passando anche per la pasta.

L’utilizzo di pasti monodose è certamente comodo ma ha un grave impatto sull’ambiente. Per questa ragione, lo sfuso rappresenta una valida alternativa decisamente più ecocompatibile e salutare.

4 - Ricicla le cartucce

Negli uffici, si sa, si stampa molto: i toner e le cartucce delle stampanti rappresentano una grande fonte di spreco della plastica. Oggi, fortunatamente, è possibile acquistare cartucce in negozi specializzati che consentono il refill.

In sostanza, si porta il toner esaurito in uno dei centri che offrono questo servizio e l’inchiostro verrà direttamente caricato sul nostro vecchio prodotto ad un prezzo inferiore rispetto al primo acquisto. Meno soldi spesi ma, soprattutto, meno plastica sprecata.

5 - Fai la raccolta differenziata

La raccolta differenziata è il modo migliore per ridurre il consumo di plastica perché permette non solo di diminuirne lo spreco, ma di riciclare quanto gettato. Per essere sicuri di consegnare agli enti preposti allo smaltimento un prodotto recuperabile, assicurati di dare una rapida sciacquata agli involucri che stai per buttare.

Investire su soluzioni che riducono l’uso e lo spreco di plastica significa rispettare l’ambiente e consegnare ai tuoi figli un pianeta più pulito. Come spesso accade, bisogna partire dalle piccole cose: sottili gocce che, unite tra loro, formano un’ondata di ecosostenibilità. Diffondere questo stile di vita è un nostro dovere e, ora che sappiamo come ridurre il consumo di plastica sul lavoro, è ancora più facile metterlo in pratica.

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