Sapete che alcune delle isole più grandi del mondo non sono posti idilliaci, con sabbia fine su cui sdraiarsi e circondate da acqua cristallina? Suddivise tra i tre Oceani galleggiano infatti cinque enormi isole di plastica. Questo materiale, che impiega 100 anni per degradarsi, una volta che raggiunge i nostri mari si frantuma in pezzi sempre più piccoli - il fenomeno si chiama fotodegradazione - che vengono trasportati dalle correnti. La plastica così ridotta mantiene le stessa struttura molecolare, nonostante l’aspetto, e diventa difficilissimo recuperarla. Per dare un’idea dell’estensione di queste isole si pensi che la Pacific Trash Vortex è più grande degli Stati Uniti.

Sbaglieremmo a pensare che il nostro Mediterraneo è salvo, gli scienziati parlano di Mediterranean Soup per descrivere la quantità di plastica dispersa nelle acque del nostro mare e particolarmente concentrata fra Corsica e Toscana.

Ma da dove arriva tutta questa quantità di plastica? Principalmente da bottiglie d’acqua e sacchetti. Se l’Italia ha assunto un comportamento lodevole riguardo l’utilizzo di sacchetti di plastica, sostituendoli con quelli biodegradabili, ha però ancora tanta strada da fare per quel che riguarda l’uso delle bottiglie d’acqua.

Sapete che siamo il primo paese europeo per consumo d’acqua in bottiglia? E sono 32 milioni ogni giorno. Tren-ta-due-mi-lio-ni.

Come si raggiunge la cifra di 32milioni è presto detto, bisogna considerare non solo il consumo casalingo, anzi. È soprattutto quello aziendale ad avere un impatto ambientale elevato. Avete mai pensato a tutte le bottigliette di plastica che si consumano in un ufficio di 10 persone? Immaginatevi quindi quanto può essere alto il consumo di una grossa azienda.

Il tema del riciclo della plastica è cruciale perché solo la metà delle bottiglie viene riciclata e molte persone ancora non fanno la raccolta differenziata. Eppure questo materiale è uno dei più difficili da smaltire.

Eppure le soluzioni esistono. Il modo più economico ed efficace per svincolarsi dall’acqua in bottiglia sono i depuratori o erogatori a rete idrica e i distributori a boccione, all’estero già ampiamente diffusi. Occorre fare un investimento iniziale, ma in poco tempo il risparmio diventerà apprezzabile. Non dovrete più preoccuparvi di rimanere senza acqua, risparmierete soldi e non faticherete nel trasportare le casse d’acqua. Ne guadagnerete anche in termini di ordine, senza dover smaltire tutta la plastica delle bottiglie. E c’è un ultimo vantaggio, il più importante di tutti: sapere di avere fatto del bene all’ambiente.

E la prossima volta che andate in spiaggia, se vedete una bottiglia di plastica sulla sabbia, raccoglietela e buttatela.

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