Vi siete mai soffermati a leggere l’etichetta delle acque minerali? Sembra così complessa che spesso al secondo numero lasciamo perdere. Se a quelle alimentari ci siamo abituati - o meglio dire, ci hanno abituati, insegnandoci a distinguere tra le varie voci nutrizionali - l’etichetta dell’acqua è quasi sempre ignorata. Eppure è proprio lì che si nascondono le informazioni importanti, perché se le acque non sono tutte uguali, allora dobbiamo scegliere quella migliore per noi e per la nostra salute, anche al di là del gusto.
 

Ecco cosa e come leggere l’etichetta delle bottiglie di minerali

Innanzitutto per essere definita “minerale” un’acqua deve ricevere una certificazione ministeriale che riconosce la provenienza da falde o giacimenti sotterranei, che garantisce caratteristiche igieniche particolari ed eventuali proprietà favorevoli alla salute, come per esempio “stimola la digestione”, “può favorire le funzioni epatobiliari”.
  

Acqua minerale naturale

Quindi sull’etichetta si trova la dicitura “acqua minerale naturale” che può essere integrata con altre informazioni, come quella che avvisa di un’eventuale aggiunta di anidride carbonica. Accanto al nome commerciale dell’acqua vengono indicati il nome e il luogo dove si trova la sorgente. Infine la scritta “microbiologicamente pura” garantisce che l’acqua non contenga alcun batteri o microrganismi pericolosi per la salute.

La scritta “analisi chimica e chimico-fisica” indica invece il luogo dove vengono effettuate le analisi dell’acqua e di seguito ne vengono riportati i risultati.
 

Il residuo fisso

Ed ecco il primo elemento da leggere con attenzione: il residuo fisso. Questo nome indica la composizione minerale di un’acqua, espressa in mg/l. In base al valore, si distinguono 4 categorie di acque:

  • minimamente mineralizzate: meno di 50 mg/l. Sono acque leggere, che stimolano la diuresi, sono ideali per i neonati e in caso di dieta.

  • oligominerali: meno di 500 mg/l. Le più diffuse, adatte a tutti i giorni, svolgono una buona azione diuretica e sono indicate in caso di pressione alta e per depurare l’organismo perché contengono poco sodio.

  • medio mineralI: tra 500 e 1000 mg/l. Vanno bevute ogni tanto, alternandole a quelle oligominerali, ma sono consigliate quando si fa attività fisica e in generale quando si suda molto.

  • ricche di sali minerali: più di 1500 mg/l. Sono da bere solo a scopo terapeutico e solo su consiglio medico.

Altri valori

Il pH esprime il grado di alcalinità dell’acqua, se è inferiore a 7 l’acqua è acida, pari a 7 è neutra, oltre 7 è alcalina. Quelle acide sono consigliate a chi ha problemi digestivi, quelle alcaline sono da preferire in caso di acidità di stomaco.

Accanto al pH si trovano indicati la temperatura dell’acqua al momento dell’imbottigliamento, il termine minimo di conservazione (t.m.c.) che indica per quanto tempo il prodotto mantiene le sue proprietà e la durezza espressa in gradi francesi che indica la quantità di calcare presente.
 

Quale acqua bere?

  • Acqua calcica (+ di 150 mg/l): è adatta a chi ha carenza di calcio, ai bambini, agli anziani, a chi soffre di osteoporosi, alle donne in gravidanza e che allattano. Sono utili per la digestioni e stimolano le funzionalità di fegato e reni.

  • Acqua sodica (+200 mg/l): è adatta agli sportivi. Quelle con meno di 200 mg/l, invece, sono indicate nelle diete dimagranti e per chi soffre di pressione alta.

  • Acqua solfata (+200 mg/l): indicata per chi soffre di stitichezza o di disturbi gastro-intestinali.

  • Acqua clorurata (+200 mg/l): favorisce il riequilibrio dell’intestino, delle vie biliari e del fegato.

  • Acqua magnesiaca (+500 mg/l): previene i crampi e aiuta a rimanere concentrati.

Un’ultima considerazione va fatta a proposito di nitrati che devono essere presenti il meno possibile e comunque non superare mai la quantità di 45 mg/l per gli adulti e 10 per i bambini.

Con queste informazioni scegliere l’acqua sarà più semplice.

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