L’acqua potabile deve essere per definizione sicura per la salute e garantita per il consumo umano rispondendo ai valori stabiliti per legge. Questo vuol dire che sono assenti sostanze pericolose e che le sue caratteristiche organolettiche sono considerate accettabili. Tutti sappiamo però che possono accadere episodi di contaminazioni.
 

Nel 2013 l’Italia ha introdotto una normativa per abbassare il limite massimo di piombo nell’acqua potabile, portandolo da 25 a 10 microgrammi per litro, rendendo la nostra acqua ancora più sicura.
 

Ci possono invece essere casi di inquinamento delle acque che di solito interessano regioni circoscritte e dipendono da episodi particolari di contaminazione - e in ogni caso viene subito lanciato un allarme e comunicato ai cittadini di non fare uso dell’acqua fino a quando il problema non viene risolto.

Come se non bastasse lo scorso anno è stato pubblicato uno studio sul tema acqua e ambiente che dimostra la presenza di particelle di microplastica nell’acqua potabile. Lo studio di Orb Media è una bruttissima notizia perché dimostra come la dispersione della plastica nell’ambiente ritorni… a casa del mittente, e senza sapere per ora con che rischi per la nostra salute. Negli Stati Uniti il 94% dei test che sono stati fatti sono risultati positivi alla presenza di plastica, in Europa la percentuale è poco più bassa (72%).
 

Per valutare la presenza di questi rischi sono necessarie analisi scientifiche che devono condurre le autorità competenti, ma la nostra attenzione può invece prevenire altri rischi.
 

Ecco quando è meglio evitare di bere l’acqua di rubinetto:
 

  • Quando ha un colore marrone o rossastro: è un segnale chiaro della presenza di ruggine nelle tubature. È frequente nelle case vecchie. L’ossido di ferro non è pericolo per la salute, ma per precauzione è meglio non bere questa acqua, anche perché il suo sapore non è dei migliori. Generalmente l’acqua torna trasparente facendola scorrere per un po’, se invece il problema persiste occorre far controllare le tubature.
     

  • Quando ha un colore giallognolo: indica la presenza elevata di manganese. Contattate il vostro gestore per verificare che il livello non superi la quantità consentita.
     

  • Se sentite odore di marcio: segnala l’alta concentrazione di zolfo oppure di una contaminazione batterica ed è quindi urgente segnalarlo.
     

  • Se vedete particelle in sospensione: sono particelle di calcio e magnesio (precipitato) che con il calore diventano bianche e visibili. Non sono pericolose per la salute, anzi la presenza del calcare ha un effetto preventivo verso le malattie cardiovascolari, mentre purtroppo usura gli elettrodomestici.
     

  • Se sentite sapore di cloro: il cloro indica che è stato fatto un intervento sulle tubature dell’acquedotto e quindi è stato preventivamente aggiunto per le sue proprietà disinfettanti. Basta lasciare scorrere l’acqua.

Insomma, anche se a volte i problemi dell’acqua non sono visibili a occhio nudo, facendo attenzione si possono constatare alcune anomalie nell’acqua che scorre in casa; se dovessimo accorgerci di qualcosa di strano, ricordiamoci che la prima cosa da fare (riscontrando un colore o un odore strano) è contattare il proprio gestore.

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